I tesori della Calabria raccontati con un tema nuovo
La seconda degustazione di Sabato 31 Gennaio, tenuta all’Enoteca Culturale dell’Altafiumara, è una vera e propria esperienza multisensoriale: capace di travolgere ogni partecipante in un viaggio enogastronomico senza precedenti.
C’è una nuova tematica da trattare. C’è un percorso nuovo da scoprire.
Ed a raccontarlo sono le protagoniste della serata, le piante officinali.
Le protagoniste dell’evento sono quattro: il Finocchio Selvatico, il Cappero, l’Elicriso ed il Timo Selvatico.
Ogni pianta ha delle proprietà benefiche per l’uomo, capaci di prevenire o alleviare mali di vario tipo e crescono tutte all’interno dell’area geografica della Calabria.
Gli esperti catturano l’attenzione del pubblico grazie ad interessanti osservazioni sulla loro storia, sulle loro curiosità e sui loro utilizzi.
Ma la botanica non è certo l’unica protagonista della serata. Ad ogni pianta, infatti, viene saggiamente abbinato un vino calabrese.
Ogni calice servito racconta la storia del nostro territorio con lo scopo di mettere in risalto, ancora di più, gli aromi delle quattro piante.
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LA CUCINA
Un’esperienza alla scoperta di sapori travolgenti
Ad ogni evento dell’enoteca c’è una certezza: il menù non resta certo in secondo piano.
Per questa esperienza enogastronomica,l’executive Chef Antonio Battaglia realizza quattro piatti originali e capaci di sorprendere ad ogni assaggio.
I piatti presenti alla degustazione non sono frutto di semplici ricette.
Sono studiati nei minimi particolari per abbinarsi al meglio ai protagonisti della serata.
Ed è proprio questo lo scopo di ogni piatto del menù: non oscurare il vino ma sposarsi a lui, creando così un equilibrio perfetto ad ogni assaggio.
Lo chef e la sua brigata preparano i vari piatti del menù davanti agli occhi di tutti.
Il risultato è uno spettacolo multisensoriale capace di far venire l’acquolina in bocca a tutti i partecipanti.
GLI OSPITI
Passione e studio a servizio della biodiversità calabrese
A guidare il dialogo sono tre ospiti sapienti che trasmettono tutta la loro passione verso le tematiche a loro care: il tesoro botanico ed il vino della Calabria.
Valentina Lucia Astrid Laface è la prima ospite della serata. Talentuosa ed esperta ricercatrice botanica presso il dipartimento agrario dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, specializzata nello studio delle piante presenti nell’habitat mediterraneo.
I suoi interessanti interventi sono legati alla spiegazione delle proprietà benefiche delle piante e delle loro caratteristiche.
Ad intervenire sulla tematica del vino calabrese, con curiosità e storia sono invece gli ospiti Vittorio Portiglia e Marco Idone.
Il primo presidente dell’associazione Calabria Wild Wine, che studia ormai da anni la biodiversità dei vitigni calabresi, affiancati dal reparto agrario dell’Università Mediterranea.
Marco Idone, invece, è amminsitratore e vignaiolo dell’azienda Tenuta Regina di Sant’Angelo che coltiva i suoi vigneti tra Palizzi, sulla costa jonica, e Piale, nel cuore della Costa Viola.
Oggi ci presenta la sua espressione in secco del profumatissimo Zibibbo della Costa Viola, Lupa di Mare, prodotto dai vitigni di Bagnara dell’Azienda Agricola Morello.
Calabria Wild Wine si impegna con grande passione a salvaguardare i vitigni ed il vino calabrese della regione.
NEL VIVO DELL’EVENTO
Il racconto della Calabria attraverso i tesori del territorio
La Calabria, con il suo clima mediterraneo e mite, è un territorio ottimale per la crescita di tantissime piante officinali.
Dunque il fatto che in Calabria ci sia una vegetazione molto varia è un ottimo segno: significa che il nostro territorio accoglie in modo eccellente la biodiversità.
Il problema di questo tesoro botanico è che purtroppo l’uomo, a volte, tende a dimenticarlo.
La Dottoressa Laface, infatti, evidenzia più volte come ciò che ognuno di noi compra sotto forma di medicinale deriva, in realtà, da alcune proprietà benefiche presenti all’interno delle piante… Peccato però che sono in pochi a saperlo.
Le proprietà benefiche possono trovarsi nell’intera pianta oppure solo in alcune parti, come ad esempio nelle foglie o nei semi.
Ad oggi, le varie proprietà possono essere assunte dall’uomo in vario modo: con infusi, estratti freschi, oli essenziali, unguenti, pomate e molto altro ancora…
Ogni pianta, secondo molti studi, riesce a raccontare la storia, le usanze ed il benessere del luogo in cui cresce, proprio come il vino.
Entrambi sono considerati lo specchio del territorio dove vivono ed esprimono il loro benessere e salute grazie agli odori e sapori che emanano.
La prima pianta officinale, presentata durante il corso della serata, è il Finocchio Selvatico.
Più precisamente, la specie chiamata con il nome scientifico di Anethum Piperitum Ucria.
Una delle caratteristiche più affascinanti di questa specie è che è una pianta Endemica, ciò significa che cresce solo in un’area geografica limitata.
Il nome del finocchio deriva in latino dalla parola Finiculum, ovvero fieno.
Questa pianta è costituita da un fusto alto e da tanti fiori ad “ombrello” ma è nei semi che si trovano tutte le sue proprietà benefiche.
Le proprietà del finocchio non sono certo un mistero. Viene utilizzato molto spesso come: digestivo, antinfiammatorio, espettorante e come antispasmodico lieve.
Il suo aroma è dolce e ricorda lievemente il sapore dell’anice, dal gusto fresco e piccantino.
Il vino scelto per accompagnare questa pianta è il Lupa di Mare dell’azienda produttrice Tenuta Regina di Sant’Angelo, di cui Marco Idone è l’amministratore.
Questo vino è l’unico vino bianco prodotto dall’azienda.
Il lupa di mare è un vino con uva bianca Zibibbo al 100%, prodotta e raccolta nell’area vinicola della Costa Viola, più precisamente a Bagnara calabra (RC).
Lo Zibibbo è un tipo di uva proveniente dall’Africa.
Non a caso il nome Zibibbo deriva dal termine uva passa in arabo e probabilmente questo nome fa riferimento alla nota acida all’interno di questo vitigno.
La caratteristica di questo vino è quella di essere considerato un moscato pur essendo però un vino da tavola.
E’ infatti un vino dal sapore leggermente acidulo, fresco e sapido e dall’odore pungente ed aromatico.
Per esaltare al meglio il sapore del vino Lupa di Mare, lo chef Battaglia decide di realizzare un piatto molto particolare, dal sapore delicato ed aromatico: French toast con gambero di nassa e pesto di finocchietto selvatico.
Già al primo assaggio questo piatto riesce a sorprendere i commensali grazie alla freschezza del gambero di nassa, combinato alla sapidità del pesto di finocchietto selvatico. Il tutto accompagnato ad una nota agrumata che dona un equilibrio perfetto senza risultare banale.
La seconda pianta officinale è il Cappero.
E’ una pianta della famiglia delle Capparacee, conosciuta con il nome scientifico di Capperis Spinosa.
Il cappero cresce in luoghi molto secchi, spesso su muri o pareti rocciose.
Ciò che non tutti sanno è che il cappero è quasi interamente commestibile; Si possono infatti mangiare, da cotti, il fiore, il germoglio ed il frutto.
Il cappero è una pianta officinale sottovalutata.
E’ antiossidante, grazie alla proprietà della rutina ed è anche un’ottimo rimedio per il colesterolo per via della glupoccaparina.
La corteccia del cappero è invece un buon antinfiammatorio ed è considerata anche digestiva.
In passato era considerata una pianta afrodisiaca, per via del suo sapore e per via della sua forma.
Inoltre, in molte parti del mondo, si credeva fosse in grado di allontanare gli spiriti maligni.
Il sapore del cappero è pungente, aspro e sapido; mentre il suo aroma è intenso e sembra ricordare quello delle erbe fermentate.
Il secondo vino protagonista della serata è il Totò Corde, dell’azienda produttrice Nesci.
E’ un vino rosato prodotto con vitigno Nocera, famoso per crescere solo lungo le coste dello Stretto di Messina, probabilmente per via del clima favorevole.
Ad oggi questo vino viene realizzato combinato ad altri vitigni dolci.
Ha un sapore fresco e deciso, con delle note leggermente sapide ed acide.
Ciò che in pochi sanno però è che l’acidità di questo vino è molto positiva.
Non a caso i vignaioli dello stretto utilizzano un detto “Il vino amaro tienilo caro”.
Questo perchè un vitigno dal sapore acido è fondamentale per ottenere un vino da invecchiamento: più il vino invecchia e più l’acidità del vino diminuirà col tempo.
Ecco perchè dai vitigni dolci non si può ottenere un vino da invecchiamento.
Per cercare di bilanciare il sapore del vino, lo chef decide di creare un piatto delicatissimo: una tartare di tonno alla liparota.
Il tocco di sapidità però qui non manca di certo, grazie alle foglie di cappero adagiate sulla superficie del piatto.
La cena degustazione prosegue poi con un’altra pianta officinale, l’Elicriso.
Dalla famiglia delle Astracee e conosciuta in ambito scientifico come Helichrysum Italicum.
Questa pianta officinale cresce solo lungo piccoli torrenti d’acqua durante il periodo arido. E la Calabria durante l’estate, con le sue tantissime fiumare prive d’acqua, è una culla perfetta.
Inizialmente la pianta dell’Elicriso non era adatta per vivere in luoghi secchi, ma col il tempo si è evoluta ed ora riesce a vivere anche ad alte temperature.
E’ un’ottima pianta officinale, capace di alleviare i dolori causati dall’artrosi. Ha delle proprietà antinfiammatorie ed è un’ottimo repellente naturale contro le zanzare.
Il massimo periodo balsamico dell’Elicriso è nei mesi di giugno e luglio, ciò significa che in questo periodo la pianta riesce a sprigionare tutte le sue proprietà.
Il suo sapore ricorda molto la liquirizia, ha un aroma che si può definire simile al curry ed il suo profumo ha delle note secche, come della paglia.
Il vino scelto per far risaltare al meglio le caratteristiche dell’Elicriso è il Dromos, dell’azienda produttrice Baccellieri.
Vino dal sapore avvolgente, con note ambrate e molto profumato.
Questo vino ha la particolarità di essere un orange wine o vino macerato.
L’orange wine è un vino bianco che viene macerato e fermentato, proprio come vino rosso.
Il vino Dromos e tutti gli altri orange wine, richiedono tantissima attenzione e sapienza durante il processo produttivo; ciò purtroppo ha reso questa tipologia di vino meno diffusa rispetto al passato.
La terza portata della degustazione è frutto di un pensiero audace dello chef.
Piatto dagli abbinamenti originali e decisi.
Il piatto è Mac and Cheese di pecorino a latte crudo dell’altopiano vibonese ed elicriso. Un piatto apparentemente moderno che però nasconde una grande studio e selezione degli ingredienti: il sapore pungente del pecorino accompagna senza sovrastare il sapore dell’Elicriso, che invece risulta più delicato al palato.
A conclusione, tocca alla pianta officinale del Timo Selvatico.
Dalla famiglia delle Lamicee e con il nome scientifico di Thimbro Capitato.
Le specie di timo presenti al mondo sono davvero molte ed ognuna presenta un’aroma e sapore differente.
Questa specie cresce generalmente in zone rocciose e vicino al mare.
Il timo selvatico veniva utilizzato molto fin dall’antichità.
I gladiatori romani si cospargevano di olio di timo per scivolare dalle grinfie dei leoni.
Ed era simbolo di amore eterno e fedeltà nel medioevo: i cavalieri lo regalavano alle loro spose prima di partire per un lungo viaggio.
Anche il timo ha delle ottime proprietà antiossidanti.
Ha un gusto caldo e speziato e con un profumo legnoso.
Il suo aroma, invece, ricorda quello delle erbe secche.
L’ultimo vino selezionato dagli esperti è un vino rosso, il Libici dell’azienda vinicola Casa Comerci.
Realizzato con il vitigno Magliocco Canino, presente nella zona di Nicotera.
Il Magliocco Canino è un vitigno poco utilizzato, per via dell’acidità dei suoi frutti.
E’ proprio per questo motivo che i produttori locali decidono di realizzare con questo vitigno solo vini a lunga macerazione e fermentazione.
Questo vino è corposo, presenta un sapore caldo ed avvolgente e profumato, per via delle sue note fruttate.
Ultima portata servita a tavola è la Trota al Timo. Piatto apparentemente semplice che però lo chef riesce a rendere unico.
Il sapore estremamente delicato del pesce si combina alla freschezza e sapidità della salsa al timo.
Viene inoltre servito, come accompagnamento, un morbidissimo burro alle erbe aromatiche che dona corposità al piatto, senza appesantirlo.
Si conclude così il secondo incontro dell’Enoteca Culturale alla scoperta della biodiversità e vini della Calabria.
Un percorso ricco di profumi e sapori autentici ed all’insegna della condivisione e racconti che difficilmente verranno dimenticati.
Ma il lungo viaggio alla scoperta dei tesori custoditi dal nostro territorio è appena iniziato.
Non aspettare di leggerlo, vieni a vivere i prossimi eventi.



Polo Culturale Altafiumara