Quando il vino più difficile diventa straordinario
Se c’è una cosa che ormai abbiamo imparato alle degustazioni dell’Enoteca culturale è che la Calabria e le sue viti non smettono mai di sorprenderci.
Molti vitigni sono ancora avvolti da un alone di mistero e sembrano essere quasi dimenticati dalla storia; Eppure sono proprio loro ad essere i più speciali.
Potremmo parlare all’infinito delle tantissime specie appartenenti al nostro territorio…
Ma non questa sera.
Oggi tutti gli ospiti, guidati dagli esperti, compiono un viaggio alla scoperta del Magliocco Canino.
“Come il Gaglioppo” starete pensando…
Ma invece non è così.
Ciò che infatti pochi sanno è che il vitigno del Magliocco e del Gaglioppo non hanno proprio nulla in comune: sono due specie differenti e senza alcun grado di parentela.
Probabilmente questo nome è sconosciuto a molti perché, in passato, il Magliocco veniva coltivato e prodotto davvero pochissimo.
Ma perchè?
Innanzitutto perchè è un vitigno complicato da gestire: cresce solo in determinate aree geografiche, ha una bassa resa ed ha dei frutti davvero molto acidi che costringono i produttori a posticipare i tempi di vendemmia ed a lasciar fermentare il mosto in botte per davvero molto tempo.
Pensateci bene un attimo: in passato, un vitigno con queste caratteristiche avrebbe mai avuto successo sul mercato?
La risposta, purtroppo, è no.
In quegli anni infatti, i produttori producevano grandi quantità di vino per cercare di venderne il più possibile, finendo per dimenticarsi dei vitigni più fragili e complessi, ritenuti quasi inutili.
Ma oggi, la storia del Magliocco cambia.
In un’epoca in cui l’uomo può avere tutto e subito, si ricerca il prodotto dal sapore autentico e con un’identità forte.
Oggi alla quantità si preferisce la qualità; Un prodotto semplice ma che rappresenta un mercato territoriale di nicchia: dal terreno in cui la vite è coltivata fino al singolo produttore che l’accudisce con passione e dedizione.
Questa sera vogliamo mostrare con orgoglio la rivincita del Magliocco Canino.
Cinque vini, cinque modi diversi di fare vino e cinque identità da scoprire sorso dopo sorso.
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Gli esperti:
Coloro che danno voce al Magliocco Canino
Non basta assaggiare il vino per comprenderlo davvero.
Durante le nostre degustazioni vogliamo che ogni ospite si perda nella storia del calice che sta bevendo, solo così si riesce davvero a compiere un viaggio multisensoriale.
A rendere questo viaggio realtà ci pensa l’esperto Matteo Gallello che presenta a tutti vini protagonisti e spiega da dove vengono, la loro storia e le loro caratteristiche principali.
Ma non è il solo a parlare stasera.
Sedute attorno alla tavola ci sono due giovani imprenditrici vinicole, Rosa Comerci dell’azienda Casa Comerci e Rita Lento dell’azienda Cantine Lento, che esprimono in modo emblematico le loro idee sul Magliocco Canino e presentano personalmente i loro vini.
La loro presenza è molto significativa: ci aiuta a comprendere quanto la viticoltura calabrese sia destinata a crescere, grazie a nuove generazioni che riescono ad esaltare ciò che prima si cercava di nascondere.
Il vino No Sense incontra il sapore mare
Iniziamo da un vino frizzante, il No Sense dell’azienda agricola Casa Comerci.
Biologico e Realizzato con Magliocco Canino in purezza.
E’ un vino nato da un periodo difficile: nel 2018 l’estate era particolarmente secca ed arida e ciò ha costretto l’azienda a raccogliere prima i suoi frutti, sacrificando così la dolcezza naturale data dagli zuccheri.
Per cercare di contrastare l’acidità dell’uva, i produttori hanno scelto un metodo ancestrale, che prevede ben due momenti di fermentazione: in botte e poi, dopo aver aggiunto altro mosto al composto, in bottiglia.
E’ il vino ideale per iniziare la degustazione e per deliziare gli ospiti prima delle portate principali, grazie al suo sapore che inebria la bocca, con la sua freschezza, sapidità e sapore pungente.
Ma ora è arrivato il momento di cambiare narrazione: parliamo dei piatti del menù!
Voi sapete cosa accomuna un cruditè di scampo di prima qualità, del caffè, dei lamponi,ed una spuma di mozzarella aspromontana agli agrumi?
Sono tutti ingredienti del primo piatto della serata!
L’Executive Chef Antonio Battaglia ha infatti creato un Nigiri di scampo dal sapore difficile da dimenticare.
Ogni ingrediente risalta nel piatto e crea un complesso armonioso che sembra parte della fantasia dello Chef, eppure è reale e lascia semplicemente senza parole.
Gambero rosso, agrumi e le note floreali del 20-18 Metodo Classico
Il 20-18 Metodo Classico dell’azienda agricola Origine Identità è un vino rosè che non ha nulla a che vedere col primo.
Il gusto frizzante qui è quasi assente e lascia spazio ad una nota floreale e di frutti di bosco che scalda la bocca fin dal primo sorso.
Il sapore leggermente aspro dato dal tannino, qui è comunque presente: ma solo verso la fine, come per dare tocco di audacia.
E’ un vino che si comprende solo dopo averlo assaggiato: misterioso,in grado di raccontare ciò che mai ci si aspetterebbe dal Magliocco Canino.
Lo Chef decide di accompagnare questo vino con un piatto delicato ma dalle note decise, capaci di creare un equilibrio perfetto. Un risotto che porta con sé il profumo del mare calabrese: il gambero rosso, dolce e carnoso, dialoga con gli agrumi in un gioco di contrasti che sembra quasi sfidare il palato.
È un piatto che non si racconta ma va assaggiato. E quando lo si fa, si capisce perché il vino Metodo Classico non poteva trovare compagno migliore: le note floreali del vino abbracciano la delicatezza del gambero, mentre il tannino finale risponde alla vivacità degli agrumi in un equilibrio che è impossibile spezzare.
Due vini Rosè, un solo piatto:
Le emozioni continuano con il vino Grànatu dell’azienda di Casa Comerci.
Quest’azienda ha mostrato fin da subito quanto ami lavorare a contatto con il Magliocco, regalando personalità decise e caratteristiche differenti ad ogni loro vino.
Questo vino è più corposo ed avvolgente rispetto al primo:colore rosa intenso e sapore conquisterebbe il palato di chiunque grazie alla sua freschezza ed al suo retrogusto leggermente dolciastro.
Poco dopo, un’altra forma d’espressione del Magliocco: il vino Malarazza dell’azienda Masicei.
Si tratta di un vino rosè dal colore delle rose e dal sapore talmente tanto delicato e sottile da essere quasi neutro.
Attenti a non confondervi però: un vino neutro non è sinonimo di poca qualità, anzi…
Sappiamo ormai bene che il Magliocco Canino è un vitigno noto per la sua acidità e per il suo sapore deciso, ciò rende il Malarazza un vino speciale: frutto del duro lavoro di produttori che hanno scelto di dargli una nuova identità.
Un vino semplice, ma complesso nella sua ricca essenza.
Un vino del genere, non può certo essere bevuto da solo.
Ha bisogno di essere accostato ad un piatto con ingredienti capaci di raccontare la nostra terra in modo completamente nuovo: pancia di ricciola al peperone crusco con sedano rapa in ceviche.
La parte grassa e delicata del pesce incontra il sapore forte del peperone crusco, che la avvolge con una polvere dal colore talmente tanto rosso da ricordare un tramonto.
Cosa potrebbe mancare ad un piatto del genere?
Nulla, eppure lo Chef aggiunge un suo tocco speciale: delle foglie sottilissime di sedano rapa in ceviche: un elemento inaspettato che porta freschezza senza chiedere permesso.
Il Magliocco rosso che chiude il cerchio
Durante la cena abbiamo visto il Magliocco in molte forme, colori e profumi diversi…
Ma forse, manca qualcosa per concludere al meglio la degustazione: un senso di calore e corposità, che solo un vino rosso sa dare.
Ed è proprio lui il nostro ultimo protagonista: Il vino Magliocco dell’azienda Cantine Lento.
Un vino rosso biologico pieno e strutturato e con una persistenza che invade il palato, senza lasciarlo subito. Il suo sapore ricorda molto quello dei vini del mediterraneo: intensi ed avvolgenti, dal sapore floreale e dal retrogusto amarognolo.
Questo è un vino che tutti credono di conoscere o di aver già bevuto, ma non è affatto così.
E’ un vino che bisogna vivere con i sensi: bisogna assaporare lentamente per comprendere bene ogni sua sfumatura e la sua essenza.
E Questa sera, il Magliocco viene vissuto al meglio anche grazie all’ultimo piatto del menù: Capretto con cipolla di Tropea al forno.
Non esiste scelta migliore per concludere l’evento: un piatto semplice, autentico e simbolo identitario della nostra terra.
Il capretto al forno porta con sé il sapore della domenica, di un’eredità tramandata a tavola generazione dopo generazione, di quelle ricette che non si trovano scritte da nessuna parte perché vivono nelle mani di chi le prepara. La cipolla di Tropea, dolcissima e caramellata dalla cottura, bilancia il sapore selvaggio della carne con un equilibrio inaspettato: è lei la nota che trasforma un piatto semplice in qualcosa di memorabile.
Calici vuoti e cuore pieno,
Il Magliocco ci insegna lezioni che vanno oltre il vino
Oggi gli ospiti sono arrivati in sala pensando di degustare del buon vino calabrese.
Ma è successo molto di più.
Tutti noi abbiamo imparato una lezione importante: il valore non sta nella semplicità o nella complessità. Sta nelle capacità di chi coltiva, chi vinifica e di chi ascolta i bisogni della terra e riesce ad esaltare tutto ciò che ha da offrire.
Lo abbiamo visto con i nostri stessi occhi,
Cinque vini, un solo vitigno.
Ognuno simbolo della personale interpretazione di aziende che scelgono di partire dalla tradizione per creare qualcosa di nuovo ed originale.
Il Magliocco Canino non aveva bisogno di essere salvato, andava solo compreso.
In Calabria è in corso una piccola rivoluzione vinicola: si crea del vino partendo dal fabbisogno della terra e rispettando le caratteristiche dei frutti, senza cercare di nasconderle per accontentare il mercato di massa.
Siamo certi che da ora in avanti, la Calabria ci regalerà vini più autentici che mai.
Noi non vediamo l’ora di assaggiarli tutti,
E voi? Volete imparare a leggere la Calabria anche dentro un calice?



Polo Culturale Altafiumara