Il Polo Culturale ospita l’Estasi di Dionisio 

Festa in maschera alla scoperta dell’Antica Grecia

Immagina di sederti a una tavola dove nulla è davvero come sembra.

Estasi di Dionisio non è un evento qualsiasi: è un viaggio sensoriale ispirato alle feste dionisiache antiche, celebrazioni greche dove Dionisio liberava gli istinti e faceva divertire i partecipanti.

In occasione del carnevale, la serata si riempie di mistero e fascino.

Si tratta, infatti, di una festa in maschera dove ogni partecipante è libero di esprimere se stesso attraverso dei travestimenti che richiamano il tema dell’estasi di Dionisio.

Ma non finisce qui.

Del resto, ogni festa greca che si rispetti prevede uno spettacolo recitato durante la serata.

Ed è proprio proprio quello che succede al nostro banchetto, che ospita uno spettacolo teatrale capace di trasportare, per qualche ora, nel cuore dell’antica Grecia.

Non è uno spettacolo che si guarda, è uno spettacolo che si vive: in cui ogni partecipante è coinvolto ed ha ruolo attivo con il corpo e con la mente.

I due protagonisti della serata, Dionisio ed Arianna, giocano con il pubblico: portano in scena un’attenta contrapposizione di caos-ordine e libertà-controllo, che confonde ed ammalia allo stesso tempo.

Il risultato è armonico e fuori dai canoni di uno spettacolo tradizionale.

Amerigo Melchionda e Kristina Mravcova, della compagnia Scena Nuda, sono i due interpreti che danno vita allo spettacolo, grazie al loro Pathos e grinta innata.

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Che il banchetto abbia inizio

Prelibatezze senza tempo a tavola

Dionisio è presente anche nei piatti.

L’estasi raggiunge gli ospiti grazie al menù degustazione ideato dallo Chef Antonio Battaglia.

Cinque portate che rispecchiano a pieno la Magna Grecia, in una perfetta combinazione: sapori primordiali di un tempo ed ingredienti della nostra terra, la Calabria.

Piatti apparentemente semplici nascondono un grande significato simbolico ed una grande storia.

Non è cena: è rivelazione attraverso il cibo.

Iniziamo ora, a scoprire passo per passo ogni piatto

Pane d'Orzo Caldo con Burro Montato allo Yogurt Greco e Zeste d'Arancia

La base sacra della Terra

Il profumo dell’orzo e del pane fatto in casa inebria fin da subito la sala.

Non poteva esserci inizio migliore per questo viaggio meta-teatrale: Il pane croccante fuori e morbido dentro fatto di orzo antico, coltivato con grande attenzione dai contadini, era considerato un “dono primordiale della terra” nelle feste dionisiache.

Come accompagnamento un burro montato a mano: cremoso ed acido, per via dello yogurt greco ma anche dolce ed agrumato, grazie alle zeste d’arancia calabrese.

Un’esplosione di sapori e profumi differenti che si sposano benissimo insieme.

Questo piatto è presentato al banchetto per un motivo ben preciso.

L’orzo era pane rituale nelle Baccanti: nutre la comunità e prepara lo stomaco al vino. Simbolo di unione e di semplicità sulla terra.

Filetto d'Agnello con Spuma di Patate e Porri

Sacrificio e Rinascita Carnale

Successivamente, il racconto cambia.

Dal sapore inebriante del pane si passa ad un filetto d’agnello: tenero, rosato e dalla crosta croccante.

Una spuma di patate e porri dona delle note dolci ed aromatiche al piatto, ideale per contrastare il sapore forte della carne. L’agnello ha un significato importante nell’Antica Grecia, è sacrificio dionisiaco e vuol dire “morte per rinascita”.

Durante le feste, era tradizione immolare un agnello in onore di Dionisio, Dio della fertilità.

Risotto alla Rapa Rossa, Perle di Pecorino e Alloro

Sangue, Trasformazione e Pianta Sacra

Il risotto rapa rossa è il simbolo dell’amore, un cuore pulsante che batte all’impazzata.

Ogni chicco di riso rosso rappresenta il sangue sacrificale offerto a Dionisio ed il vino, entrambi elementi immancabili delle feste greche.

Il pecorino, invece, è considerato simbolo della trasformazione post morte: il latte che diventa formaggio è riconducibile all’evoluzione della nostra anima.

E per un tocco intenso ed erbaceo, l’alloro: pianta sacra, simbolo di saggezza.

Questo piatto è un’esplosione di sapori dolci e terrosi combinati in modo perfetto: le sfere di pecorino, dal gusto intenso e pungente vengono bilanciate dal sapore neutro ed avvolgente della rapa rossa mentre l’alloro dona una nota finale erbacea al piatto.

Pancia di Maiale Brasata al Vino

Abbondanza Istintiva e Ricchezza Carnale

Questo piatto rappresenta l’essenza di Dionisio.

Il maiale è simbolo di abbondanza, ricchezza ed istinto, caratteristiche sempre presenti alle feste di Dionisio – in cui ogni invitato poteva abbandonarsi al piacere animale senza vergogna.

Il vino, elemento immancabile ad ogni banchetto greco.

La pancia di maiale è un piatto audace e qui è presentato senza filtri: proprio come Dionisio.

Un sapore intenso e pungente, che viene addolcito da una brasatura al vino, il sangue di Dio, che inebria la carne e sconvolge ad ogni boccone.

Ricotta al Miele e Zeste d'Arancia con Pasta Kataifi

Armonia Finale, Dolcezza Riconciliante

Per concludere il banchetto, ricotta fresca mantecata con un delicatissimo miele millefiori e zeste d’arancia, avvolta in pasta kataificroccante dal colore dorato. E’ il finale perfetto: dopo l’ebrezza del vino e l’istinto della carne, il corpo cerca una dolce pace.

Perché alla fine Dionisio non è solo il caos e sfarzo ma riconcilia l’animo e genera tranquillità interiore dopo l’estasi della festa.

Questo piatto è la rappresentazione ideale di questo concetto: la croccantezza della pasta kataifiincontra una ricotta cremosa, dolce ed avvolgente, che riequilibra il palato e lo porta al vero piacere finale.

Vini di Enoteca Culturale di Altafiumara

Sangue del Dio sulla tavola

Per Dionisio il vino è l’emblema dell’esistenza umana.

Simbolo del Sangue di Dio, della trasformazione e del piacere umano.

Ogni calice di vino è in grado di scaldare gli animi umani, sciogliere inibizioni e di annullare i confini con le divinità.

Così ogni festa diventa qualcosa di più grande: una liturgia liquida che trasforma l’animo di chi ne prende parte.

Come omaggio alla Grecia, l’Enoteca Culturale offre al banchetto dei vini che richiamano i sapori puri e crudi di un tempo.

Non sono vini qualsiasi, riescono a trasportare l’anima oltre la realtà terrena già al primo sorso.

La fine della Festa Greca

Un arrivederci in attesa del prossimo appuntamento

Tra le ultime battute, applausi e ringraziamenti si conclude una serata che lascia nei cuori e nei ricordi di ognuno qualcosa di indelebile.

Non è uno spettacolo, non è una cena ma molto di più: un’esperienza multisensoriale alla scoperta di rituali di un’epoca affascinante ed a noi lontana.

Ma per ogni storia che finisce, ce ne sono ancora tante altre da raccontare.

Siamo pronti a sorprendervi ancora, con tanti altri imperdibili tuffinel passato.

Siete pronti a viverli insieme a noi?

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